Vitalik propone tre modifiche per semplificare la PoS di Ethereum

In un recente post, Vitalik ha condiviso tre idee per migliorare l'algoritmo di Proof of Stake della blockchain di Ethereum.

Una PoS più leggera ed efficiente

Come sappiamo, Ethereum utilizza il Proof of Stake come algoritmo di validazione dei blocchi, il che significa che, al posto dei miner presenti nella Proof of Work, a compiere il lavoro di validazione sono i nodi validatori, ovvero coloro che mettono in staking 32 ETH. Ad oggi, creare un nodo validatore all’interno della blockchain di ETH non richiede l’utilizzo di hardware specifico o conoscenze avanzate, ma la maggiore barriera d’ingresso è sicuramente rappresentata dai 32 ETH minimi, che ad oggi significa dover investire una somma di circa $76.000. La proposta condivisa ieri da Vitalik Buterin ha l’obiettivo di migliorare questo e altri fattori, il che aiuterebbe ad aumentare il numero di validatori e, di conseguenza, la decentralizzazione della rete.

La proposta di Vitalik

Il problema principale individuato da Vitalik è che i validatori devono completare molte firme per far funzionare la blockchain. Tenendo conto degli oltre 850.000 nodi validatori presenti sulla rete, ciò significa che la blockchain deve elaborare continuamente tutte queste informazioni, il che la appesantisce e la rende meno efficiente. In particolare, l’obiettivo della proposta di Buterin sarebbe quello di diminuire il numero di firme richieste ai validatori per mantenere in funzione la rete, riducendo così il carico e rendendo la blockchain più leggera.

  • La prima soluzione proposta per andare verso questa direzione sarebbe quella di “andare all-in” con il concetto di pool di staking decentralizzati dove più utenti si uniscono nella validazione dei blocchi. Questo comporterebbe l’innalzamento della quantità minima di ETH necessaria per far funzionare un validatore, costringendo coloro che gestiscono i validatori a fare squadra e a unire le proprie risorse.
  • Il secondo approccio sarebbe quello di avere due livelli di staking, uno con requisiti più elevati e l’altro con requisiti più semplici da raggiungere. I due strati avrebbero dunque compiti e ricompense diverse.
  • La terza ed ultima proposta sarebbe quella di avere una serie di partecipazioni randomiche per i nodi validatori, vale a dire che un gruppo casuale di validatori viene selezionato per ogni slot. In questo modo, si ridurrebbe il carico di lavoro e il numero totale di firme.

Conclusioni

Il post è stato condiviso in primo luogo su Ethresear.ch, un forum punto di riferimento per la community di Ethereum e non solo. Nelle conclusioni, Vitalik richiede alla community di ETH di esprimere la propria opinione, il che dimostra ancora una volta la forza della decentralizzazione in questo mondo blockchain. Ricordiamo che questa proposta si inserisce in un contesto di innovazione per ETH che, come abbiamo raccontato in questo articolo, ha recentemente condiviso le date per l’aggiornamento del Proto-Danksharding, che migliorerà l’efficienza in termini di transazioni, soprattutto ai layer 2 che supportano questo ecosistema.

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