Tether ha messo in blacklist 161 indirizzi!

A causa delle accuse legali avanzate dalla OFAC degli Stati Uniti, Tether ha dovuto mettere in blacklist 161 indirizzi di Ethereum.
USDT blacklist

Cosa significa “blacklistare”

Come tutti sappiamo, nonostante sia un asset utilizzato su una blockchain decentralizzata, USDT è una stablecoin emessa da un ente centralizzato, ovvero Tether, che deve quindi rispettare le leggi nazionali dei paesi in cui opera. Non è la prima volta che gli Stati Uniti avanzano a questi enti centralizzati richieste di intraprendere azioni legali contro alcuni address on-chain, e questa volta hanno chiesto a Tether di mettere in atto una blacklist su alcuni portafogli.

Ciò significa che gli address selezionati non potranno più utilizzare il token USDT; nel migliore dei casi, non potranno più riceverlo, o nel peggiore se ne erano in possesso, troveranno il token reso inutilizzabile se era già presente nel portafoglio. Ovviamente, c’è una ragione legale dietro a questa richiesta da parte degli Stati Uniti, e questa volta si tratta di accuse di riciclaggio di denaro per gli indirizzi individuati.

161 indirizzi messi in blacklist

Con questo comunicato all’interno del blog ufficiale, Tether ha annunciato che le sanzioni avanzate dagli Stati Uniti tramite l’OFAC, l’ufficio per il controllo dei beni esteri, hanno colpito 161 portafogli Ethereum, di cui 150 non contenevano affatto USDT. Dei restanti 11, un portafoglio deteneva 3,4 milioni di USDT, che quindi avrà perso per sempre; un altro ha spostato centinaia di migliaia di token il giorno prima del blocco.

In generale, il numero totale di token bloccati è stato di 3,5 milioni di USDT, con dunque principalmente un solo indirizzo che ha subito una perdita importante.

Per monitorare la situazione degli address blacklistati da Tether nel corso del tempo vi suggeriamo di monitorare questa dashboard di dune creata apposta per verificare come si evolve questa situazione.

Decentralizzazione contro centralizzazione

Tether è sicuramente la stablecoin più utilizzata e capitalizzata al giorno d’oggi nel mondo delle blockchain; si trova al terzo posto nella classifica di tutte le criptovalute in circolazione, grazie a una capitalizzazione di mercato che oggi supera i 90 miliardi di dollari.

Questa situazione riporta alla luce uno degli argomenti più discussi in questo settore: preferire soluzioni centralizzate con tutti i benefici che ne conseguono, come la stablecoin proposta da Tether, oppure optare per soluzioni decentralizzate, forse meno efficienti e più sperimentali ma dove situazioni di blacklist come quella che stiamo analizzando oggi sono molto più difficili (se non impossibili) che possano accadere.

Ovviamente, non c’è una risposta univoca a questa domanda, anche perché se questi fondi derivano realmente da azioni di riciclaggio di denaro, è giusto che vengano prese delle sanzioni a riguardo.

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