Open source e finanza: la rivoluzione della DeFi

Tutte le dApp all’interno della blockchain utilizzano codice open source, cerchiamo di capire cosa vuol dire e quali sono i vantaggi di questa scelta.
room with computer and open source coding

Contenuti dell'articolo

Cosa vuol dire “Open source”?

Open source“, che in italiano si traduce come “codice sorgente aperto“, fa riferimento a un tipo di software informatico il cui codice sorgente scritto dagli sviluppatori è reso pubblicamente disponibile e può essere ispezionato, modificato e copiato liberamente da chiunque senza chiedere alcun permesso al creatore. Scegliere una filosofia di codice open source porta con sé vantaggi e svantaggi che vi racconteremo in questo approfondimento.

Blockchain, un mondo open source

Come primo passo è bene ricordare come il mondo crypto, costituito da tutte le blockchain e le dApp al suo interno, abbia fatto sua, sin dalla nascita, la filosofia del codice open source. Lo stesso Bitcoin, rilasciato da Satoshi Nakamoto nel 2008 nasce con un codice libero, verificabile e copiabile e così hanno fatto tutte le altre blockchain e applicazioni decentralizzate negli anni a seguire. Raramente, nel contesto delle criptovalute, gli sviluppatori optano per la segretezza del proprio codice. Tale scelta, infatti, solleverebbe subito l’allarme tra gli utenti, che potrebbero iniziare a nutrire sospetti sulla natura del codice con cui interagiscono.

Codice Open source Bitcoin

I vantaggio dell’open source

La filosofia del codice open source non aveva mai incontrato il mondo della finanza fino alla nascita delle blockchain e poi della DeFi; questa alchimia tra open source e mondo finanziario ha poi portato alla creazione di un nuovo settore che ad oggi vale 1.6 trilioni di dollari. Cerchiamo dunque di capire tutti i vantaggi della filosofia open source.

1 – Innovazione continua: Tendenzialmente, se un codice viene rilasciato pubblicamente, questo sarà analizzato, modificato e riadattato in molti altri progetti. Al contrario di una situazione dove il codice sorgente è segreto, nel mondo open source lo sviluppo e l’avanzamento della conoscenza generale aumentano molto più velocemente, portando a risultati finali sempre migliori. Se ci pensiamo bene, la DeFi solo negli ultimi anni è passata da un luogo dove scambiare si potevano scambiare semplicemente due token a progetti di derivati finanziari molto complessi e tanto altro, e questo è stato possibile solo grazie alla natura pubblica del codice.

2 – Trasparenza: Una delle caratteristiche fondamentali della blockchain è quella della trasparenza. Data la natura permissionless di questo settore, ovvero tutti possono fare di tutto all’interno delle blockchain, è richiesta da parte degli sviluppatori una trasparenza completa del codice, così che gli utenti che utilizzano quel progetto possano essere sicuri di operare su codici benevoli e non malevoli.

3 – Sicurezza: Essendo tutto pubblico, il codice viene continuamente analizzato da più sviluppatori. Questo porta il codice generale ad essere più sicuro in quanto perennemente sotto analisi.

4 – Interoperabilità: Si sente spesso associare il concetto di “lego money” alla DeFi, questo significa che data la natura pubblica della blockchain, tutto il codice può essere ripreso e aggiunto ad altri progetti, così da creare un sistema interoperabile e che si forma insieme. Per esempio, tutte le dApp utilizzano delle stablecoin e queste sono ovviamente create da codice open source creato da altri.

Gli svantaggi dell’open source

Se, in generale, la scelta di rendere open source il codice porta molti vantaggi, soprattutto relativi allo sviluppo generale di quel settore, rendere visibile e copiabile il codice potrebbe portare anche a qualche svantaggio, riassumiamo i principali.

1 – Riservatezza e vantaggio strategico: Uniswap quando ha annunciato il lancio della terza versione del suo dex ha anche annunciato che parte del codice non sarebbe stato subito disponibile in maniera open source, questo perché il team voleva riservarsi il vantaggio strategico almeno per i primi mesi. Questa è un problema dato che alcuni sviluppatori potrebbero essere disincentivati a creare nuove soluzioni, senza poi vederne riconosciuti i risultati.

2 – Eccessiva fiducia: Bitcoin nasce con il motto “Don’t trust, verify” e la stessa cosa dovrebbe valere anche per il mondo open source. Infatti ognuno può rilasciare/aggiornare codice e chiunque altro può prenderlo e utilizzarlo “as is”, ossia così com’è. Se è vero che, prima di usare codice open source, sarebbe bene verificarlo, è altrettanto vero che in pochi lo fanno e per questo si espongono ai rischi dell’utilizzo.

3 – Bacino d’utenza ristretto: Legato al secondo punto abbiamo quello che, tendenzialmente, il mondo open source richiede agli utenti che lo navigano conoscenze di base sul mondo informatico che magari l’utente medio non conosce. Un esempio lampante di questa problematica si ritrova nel mondo dei sistemi operativi, in cui si trovano soluzioni open source come Linux, capaci in molti aspetti di fornire prestazioni e esperienze eccellenti, ma che non riescono ancora ad attirare una base di utenti paragonabile a soluzioni closed source come quelle proposte da Apple o Microsoft.

Finanza e codice open spurce

La DeFi è un esperimento che mette insieme il codice open source e il mondo della finanza. Questo è qualcosa che sta succedendo oggi per la prima volta nella storia ed è un esperimento che potrebbe rivoluzionare questi due settori. Ovviamente, essendo ancora nella prima fase di questa rivoluzione si sono verificati e si verificano ancora problemi ed errori nel percorso, pensiamo per esempio al caso Terra/Luna, ma è impossibile da negare che da questa rivoluzione stiano nascendo progetti interessantissimi, come Uniswap, Aave, Curve e le altre principali DApp della DeFi.

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