MiCA e stablecoin, c’è da preoccuparsi?

Il MiCA sta provando a mettere fuori legge le principali stablecoin del settore crypto.

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Delisting di stablecoin

In alcuni exchange centralizzati, come per esempio Uphold, si sono già presentate le prime notifiche di futuri delisting per le principali stablecoin del settore, come DAI, FRAX e USDT.

Questa nuova battaglia contro le stablecoin ancorate al dollaro nasce dal MiCA, ovvero il nuovo framework regolamentare per le criptovalute all’interno del territorio europeo.

MiCA, acronimo di Markets in Crypto-Assets, introduce una nuova serie di leggi per il settore crypto che abbiamo già approfondito in questo articolo dedicato.

Oggi ci concentriamo su una parte specifica piuttosto controversa di questo nuovo regolamento, ovvero quella relativa alle stablecoin.

La moneta elettronica

Innanzitutto, è bene sapere che il MiCA, approvato nell’ottobre del 2023, entrerà ufficialmente in vigore dal 30 giugno 2024 e dunque i possibili delisting delle stablecoin che tratteremo oggi inizieranno ad attuarsi proprio da questa data.

Uno dei punti fondamentali di questo nuovo regolamento è quello di voler favorire la moneta locale, dunque l’euro e la sua versione digitale, sfavorendo e disincentivando l’utilizzo di altre monete, fra cui ovviamente il dollaro, espresso tramite le varie stablecoin come USDC e USDT all’interno del settore crypto.

All’interno del MiCA vi è una nota che prevede che le uniche stablecoin, chiamate all’interno del testo “e-money” ovvero monete elettroniche, consentite a essere scambiate liberamente in Europa saranno quelle che rispettano determinati requisiti, come ad esempio la loro supervisione presso l’Autorità bancaria europea e la presenza di una particolare “licenza di moneta elettronica”.

Tutti requisiti sono abbastanza stringenti e mettono di fatto “fuorilegge” la maggior parte delle stablecoin oggi in circolazione.

Uno dei requisiti è, per esempio, che i fondi a garanzia debbano essere depositati all’interno di istituti di credito con sede in Europa. Un altro requisito è che almeno il 60% delle garanzie debba essere mantenuto in liquidità e dunque in euro all’interno di conti bancari, con solo il 40% che potrà dunque essere investito in titoli a basso rischio.

Cosa succederà nelle prossime settimane?

Come dicevamo nell’introduzione di questo articolo, è possibile che vedremo una lunga serie di delisting di stablecoin che fanno riferimento al dollaro americano in tutti gli exchange che operano all’interno del territorio europeo.

Attenzione però, questo non significa che, per esempio, Tether (USDT) verrà totalmente eliminata da Crypto.com o altri exchange centralizzati. Queste stablecoin, infatti, continueranno a essere disponibili per tutti gli utenti non europei.

Dall’altra parte, però, sarà anche molto probabile un incremento esponenziale nell’utilizzo e nella crescita di tutte quelle stablecoin ancorate all’euro.

Se infatti il MiCA in un certo senso “discrimina” le stablecoin ancorate al dollaro, possiamo invece dire che favorisce quelle legate all’euro e emesse con questo asset a garanzia.

Già negli scorsi mesi sono stati diversi gli istituti di credito che si sono mossi per poter offrire la propria stablecoin legata all’euro e un esempio su tutti è quello di Société Générale con il recente rilascio di EURCV.

Le stablecoin dell’euro e il loro futuro

Analizziamo ora la situazione attuale delle stablecoin ancorate all’euro.

Secondo i dati di DeFiLlama, il controvalore massimo complessivo di tutte queste stablecoin è di soli 236 milioni di dollari, dunque circa 220 milioni di euro.

Questo dato è estremamente basso se confrontato con il controvalore delle stablecoin ancorate al dollaro, dove attualmente il circolante totale supera invece i 160 miliardi di dollari.

La stablecoin legata all’euro più sviluppata e diffusa è AEUR, con un circolante poco superiore ai 57 milioni di euro. Questa è emessa dal progetto Anchoredcoin, che oltre ad AEUR offre anche una stablecoin ancorata al franco svizzero.

Al secondo posto per importanza vi è poi Stasis Euro (EURS) con un circolante di appena 44 milioni di euro e con una presenza, anche se minima, su chain secondarie che non siano ETH.

Noi continueremo a monitorare questa pagina dedicata alle stablecoin dell’euro in quanto, secondo noi, è molto probabile che la loro capitalizzazione aumenterà nel corso dei prossimi mesi.

Per il momento dunque rimaniamo in attesa delle prossime decisioni riguardo al MiCA e per rimanere aggiornati su tutto vi consigliamo di seguire il canale telegram della nostra community.

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