Le commissioni delle blockchain spiegate semplici

Perché si pagano delle commissioni quando si usano le blockchain e come si possono fare delle stime sul loro costo?

Le commissioni quando si utilizzano le blockchain

Chiunque abbia operato attivamente almeno una volta all’interno di una qualsiasi delle blockchain disponibili, si sarà reso conto che, al momento dell’invio di una transazione, è necessario pagare una commissione per completarla.

Il controvalore in dollari di questa commissione cambia infinitamente da blockchain a blockchain.

Per esempio, le commissioni richieste su Solana sono ampiamente al di sotto di 1 centesimo per transazione, mentre quelle richieste per completare una transazione sulla mainnet di Ethereum possono richiedere anche più di 100 dollari.

  • Ma perché si pagano queste commissioni? 
  • Perché sono così diverse fra le varie blockchain?
  • A chi vanno queste commissioni?

Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande nell’approfondimento di oggi.

Perché ci sono delle commissioni per utilizzare le blockchain

Il primo importante motivo per cui bisogna affrontare dei costi per completare delle transazioni on-chain è principalmente un motivo di sicurezza.

Infatti le commissioni aiutano a prevenire attacchi di spam sulla rete. Se inviare transazioni fosse gratuito, un attaccante potrebbe facilmente sovraccaricare la rete con transazioni inutili, rendendo difficile il completamento di transazioni legittime agli altri utenti.

Le commissioni fungono dunque da barriera per disincentivare tali abusi e proteggere la blockchain.

Un altro importante motivo per cui esistono le commissioni di rete è quello di remunerare chi svolge il lavoro di validazione delle transazioni.

Prendiamo per esempio la blockchain di bitcoin e i suoi miner. Come sappiamo la rete è messa in sicurezza appunto da queste persone (o meglio delle aziende) che usano la loro potenza di calcolo e la loro elettricità per svolgere questo lavoro.

Ci dovrà però pur essere una ricompensa per questo lavoro, non credete?

Parte delle commissioni vengono appunto guadagnate da questi validatori che mantengono sicura la rete grazie al loro lavoro.

Costi diversi fra le varie blockchain, perché?

Entriamo ora più nel dettaglio tecnico della questione e cerchiamo di capire il perché ci sono differenze così sostanziali nei costi di commissione fra le varie blockchain.

Il problema alla base è quello della scalabilità, argomento che abbiamo già trattato in maniera approfondita in questo articolo.

Per rispondere alla nostra domanda ci basti sapere che ogni chain ha una grandezza e una tempistica di esecuzione diversa per i propri blocchi.

Riprendendo l’esempio di prima confrontando Solana e Ethereum, possiamo immagine il blocco della blockchain di ETH come molto piccolo e abbastanza lento nella sua validazione ed esecuzione, mentre quello di Solana molto più grande e veloce.

Questo porta dunque alla situazione che prima descriviamo, ovvero un costo transazionale su ETH che può essere di $100, $200, $300 mentre su Solana si fatica ad arrivare ad $0,01 per transazione.

Ovviamente ci sono pro e contro di ogni situazione e tutto può essere spiegato dalla semplice teoria del trilemma.

Come stimare il costo transazionale su Ethereum

Se per blockchain estremamente scalabili che riescono a richiedere costi transazionali irrilevanti come quelle di Solana, Osmosis, Celestia non ha molto senso perdere tempo nello stimare quale potrebbe essere il costo per completare una transazione, questo lavoro invece è importantissimo saperlo fare se si opera su blockchain più costose, come quella di Ethereum.

Le commissioni sulla blockchain di ETH per una operazione che potrebbe essere un semplice swap di due token su exchange decentralizzato possono variare molto, da un range che possiamo stimare dai 10 ai 200 dollari.

Una bella differenza che possiamo e dobbiamo sapere in anticipo prima di svolgere il nostro swap.

Per farlo basta semplicemente monitorare la metrica del gwei, ovvero quel valore che rappresenta il costo del gas sulla blockchain di ETH.

Tecnicamente parlando 1 gwei = 0.000000001 ETH, il che significa che poù sarà alto, maggiore sarà il controvalore di ETH che dovremmo utilizzare; ma facciamo subito un esempio pratico per capire come il gwei può aiutarci nello stimare i costi di transazione su questa chain.

Al momento della scrittura di questo articolo il gwei è al livello 73, un costo abbastanza elevato che si trasforma, come si può notare in basso a sinistra dell’immagine, in costi stimati per una operazione di swap di 90$.


Il gwei varia in base a quanti utenti stanno utilizzando la blockchain.

Se ci si trova in un momento di euforia, come quello che stiamo vivendo in questi giorni, allora sono di più le persone che utilizzano la blockchain, il che significa commissioni di utilizzo più elevate.

Per darvi un’idea, un gwei basso è quello che si potrebbe classificare come inferiore a 30, medio quello che va dal range 30 a 60 e alto dai 60 in poi.

Questo contenuto è frutto del lavoro di persone che amano il mondo Crypto. Seguici sui nostri canali!
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