Le blockchain modulari spiegate semplici

Celestia, Dymension e Fraxtal sono tutte blockchain modulari e stanno invadendo il mondo crypto negli ultimi mesi.

Contenuti dell'articolo

Alla base di una blockchain

Come suggerisce il nome e come ormai abbiamo iniziato a capire, una blockchain è una catena di blocchi che contengono informazioni verificate e validate dai validatori.

Per funzionare correttamente, una blockchain deve essere in grado di gestire tre compiti principali:

  • Il consenso: ovvero la capacità di creare nuovi blocchi e validarli.
  • La disponibilità dei dati: ovvero la capacità di gestire le informazioni contenute nei blocchi.
  • L’esecuzione delle transazioni: ovvero l’esecuzione effettiva delle transazioni all’interno della blockchain.

Questi tre compiti si inseriscono poi all’interno delle tre caratteristiche che ogni blockchain deve raggiungere, ovvero quelle di decentralizzazione, sicurezza e scalabilità espresse nel famoso trilemma.

Blockchain monolitiche e modulari

Nel corso del tempo sono state sviluppate diverse filosofie di costruzione per le blockchain.

Quando Satoshi Nakamoto ha rilasciato la blockchain di Bitcoin, la prima nella storia, ha ideato una blockchain monolitica, ovvero una struttura autosufficiente in grado di svolgere autonomamente i tre compiti fondamentali sopra menzionati: consenso (in questo caso Proof of Work), disponibilità dei dati ed esecuzione delle transazioni.

Le blockchain modulari rappresentano un’innovazione in quanto non sono autosufficienti, ma suddividono questi tre lavori in moduli separati.

Questo approccio offre vantaggi poiché ogni modulo può concentrarsi su un compito specifico e quindi offrire un risultato migliore.

L’obiettivo finale di queste nuove blockchain modulari è quello di risolvere il trilemma della blockchain, ovvero raggiungere livelli alti di decentralizzazione, sicurezza e scalabilità senza lasciare indietro nessuna di queste caratteristiche.

Blockchain monolitiche: pro e contro

Ma quale delle due filosofie costruttive è la migliore?

Cerchiamo di analizzare pro e contro di ognuna delle due soluzioni.

ll primo esempio di blockchain monolitica, come dicevamo prima, è proprio quella di Bitcoin, dove tutta la struttura necessaria per il suo funzionamento è gestita internamente.

Un altro esempio, questa volta di nuova generazione, è la blockchain di Solana.

Il vantaggio di questa tipologia di blockchain è quello che tendono ad essere più decentralizzate ma soprattutto anche sicure.

Essendo che tutto il lavoro svolto per la creazione, validazione ed esecuzione dei blocchi rimane all’interno della struttura della blockchain le possibilità di attacco da parte degli hacker diminuiscono.

Il principale svantaggio invece è proprio quello espresso dal famoso trilemma della blockchain: migliorare una caratteristica come per esempio la scalabilità implica ridurne un’altra e questo limita lo sviluppo della blockchain “perfetta”.

Ad esempio, Bitcoin ha sempre cercato di aumentare la sua sicurezza e decentralizzazione a discapito della scalabilità. Al contrario, Solana ha privilegiato la scalabilità, sacrificando in parte la decentralizzazione del suo network.

Blockchain modulari: pro e contro

Le blockchain modulari mirano a risolvere il problema principale delle blockchain tradizionali, superando il trilemma esternalizzando i vari compiti che una blockchain deve portare a termine.

La struttura modulare, teoricamente, dovrebbe permettere di massimizzare sicurezza, decentralizzazione e scalabilità senza compromessi e questo è l’ovvio vantaggio di questa nuova tipologia di blockchain.

Tuttavia, la maggiore complessità di questa tipologia di blockchain introduce nuovi rischi, soprattutto in termini di sicurezza. Questa complessità, che incide anche sullo sviluppo, rende più difficile modificare e aggiornare queste blockchain e la struttura modulare, per definizione, offre una superficie d’attacco maggiore.

Nonostante non si siano ancora verificati attacchi significativi alle blockchain modulari fino ad oggi, non bisogna sottovalutare questa potenziale vulnerabilità.

Le principali blockchain modulari

Ethereum, con il suo fiorente ecosistema di layer 2, è la blockchain modulare più importante del settore.

La modularità di Ethereum si è sviluppata in termini di scalabilità con vari layer 2 come Optimism e Arbitrum, che possono essere considerati appunto come moduli specifici per migliorare la scalabilità.

Celestia è un altro importante esempio di blockchain modulare. Questa nello specifico si è concentrata sulla modularità della disponibilità dei dati.

Nonostante sia una blockchain relativamente giovane, la sua moneta, TIA, ha già raggiunto una capitalizzazione di 2,7 miliardi di dollari, indicativo del fatto che gli investitori sono interessati a questa tipologia di nuove blockchain.

Simile a Celestia, c’è Dymension, che ha introdotto il concetto di RollApps (diverso dai rollups di Ethereum). Questa nuova tipologia di applicazioni non sono altro che applicazioni decentralizzate che però lanciano la loro blockchain proprietaria all’interno di questo hub.

Infine, in arrivo c’è anche FRAXTAL, la blockchain modulare del progetto FRAX, che si preannuncia molto interessante. Attualmente, non ci sono molte informazioni su questa nuova blockchain, che dovrebbe essere lanciata probabilmente nel mese di marzo e si preannuncia estremamente interessante.

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