Il settore dei prestiti on-chain

Le dApp di "lending and borrowing" sono le colonne portanti di tutta la DeFi ed è necessario saperle sfruttare a proprio vantaggio.

Contenuti dell'articolo

Diverse tipologie di dApp in DeFi

La DeFi, acronimo di finanza decentralizzata, è un settore molto ampio all’interno del quale ci sono diverse tipologie di progetti.

Gli exchange decentralizzati (spesso chiamati DEX), tutti i derivati finanziari come i perpetual o il settore del liquid staking sono solo alcuni dei possibili progetti che si possono incontrare in questo settore. Tuttavia, più di tutti, c’è una categoria di dApp che è la vera colonna portante della DeFi: stiamo parlando di quelle appartenenti alla categoria di “lending e borrowing”.

Guardando la classifica del TVL della DeFi, troviamo subito al secondo posto, dietro solamente al settore del liquid staking, quello del lending e nell’approfondimento di oggi, vogliamo proprio concentrarci su questo settore della DeFi.

Lending and borrowing in DeFi

Iniziamo a capire cosa significa “lending and borrowing”; tradotto in italiano sarebbe “prestare e prendere a prestito“, quindi ci troviamo nel settore del debito/credito.

Esattamente come quando si va in banca a chiedere un prestito, magari per comprare casa o richiedere un investimento per il proprio business, anche all’interno della DeFi è possibile richiedere prestiti, mettendo a collaterale delle garanzie per la somma richiesta.

Essendo un ambiente decentralizzato, oltre a chi richiede questi prestiti, la controparte, ovvero chi mette a disposizione le propria liquidità per questi prestiti, può essere altresì un altro utente, che si propone come controparte, ovvero come “banca”, in cambio ovviamente di un profitto determinato dal tasso d’interesse.

Come si richiede un prestito in DeFi

Dal punto di vista logico, il meccanismo di richiedere prestiti può sembrare simile a quello tradizionale, come avviene con le banche; tuttavia, è ci sono alcune differenze significative che è importante evidenziare.

A differenza dei prestiti nel sistema bancario, nella quasi totalità dei casi di prestiti in DeFi, bisogna fornire una garanzia a collaterale che sia maggiore del prestito che si richiede.

Se infatti, quando si richiede un prestito tradizionale, si possono richiedere somme superiori a quello che è il proprio patrimonio e disponibilità economica offrendo come garanzia guadagni e disponibilità economiche future, questo non è possibile in DeFi.

Anzi, spesso questi prestiti devono essere sovracollateralizzati, anche del 200%, variabile influenzata dalla volatilità della garanzia fornita.

Facciamo subito un esempio pratico per capirci meglio:

Un utente vuole richiedere un prestito di 10.000 USDT su una delle tante dApp di lending. Per farlo, gli è richiesto di fornire una garanzia di almeno il 125% in uno degli asset accettati dalla dApp, facciamo l’esempio con ETH.

L’utente, dunque, per richiedere il prestito dovrà prima fornire almeno 12.500 $ in ETH (4 ETH al prezzo attuale) e depositarli all’interno della dApp.

Solo ora l’utente sarà in grado di richiedere i 10.000 dollari di prestito.

Pro e contro dei prestiti in DeFi

Per la prima volta nella storia della finanza, grazie alle caratteristiche di decentralizzazione e privacy che offre la DeFi, si possono richiedere prestiti in maniera permissionless senza alcuna verifica sui dati della persona.

Invece dei lunghi processi della banca, grazie alle dApp che analizzeremo dopo, ora si possono richiedere dei prestiti (anche milionari) in pochi semplici click, direttamente dal proprio computer e con tassi d’interesse relativamente bassi.

Ovviamente questi dipendono dal momento di mercato, ma i tassi d’interesse richiesti da queste dApp sono tendenzialmente più bassi rispetto a quelli che può chiedere una banca tradizionale, questo perché le dApp non hanno uffici, decine di personale e spese ricorrenti, il che permette loro di avere margini migliori e tassi più competitivi.

Il contro maggiore di questa tipologia di soluzione è però ovviamente quello che si può richiedere un prestito solo mettendo a collaterale una somma uguale o maggiore rispetto a quella richiesta. Questo è fatto in quanto, ancora una volta, ci troviamo in un ambiente decentralizzato dove i fondi non sono sequestrabili. Se un utente richiedesse un prestito senza fornire alcun collaterale, non ci sarebbe alcun modo per rintracciarlo e richiedere i soldi indietro.

Proprio per questo, tutte le dApp richiedono un collaterale almeno uguale a quello del prestito. In realtà, però, spesso si richiedono somme anche del +150% o addirittura +200% prima di emettere i prestiti, questo perché c’è la possibilità di liquidazione.

Cosa succede se, riprendendo il caso pratico di prima, ETH perde il 50% del suo valore? Il prestito non è più collateralizzato, il che fa tornare alla situazione prima citata dove l’utente ha chiesto dei soldi che in realtà non è in grado di ripagare.

Per questo motivo dunque esiste la liquidazione nei prestiti on-chain, ovvero un meccanismo che rende possibile il riscatto del collaterale da parte della dApp proprio quando il suo valore si sta avvicinando a quello del prestito richiesto.

Le dApp più utilizzate

Ad oggi, l’intero settore del lending and borrowing ha una TVL di oltre 32 miliardi di dollari e si trova in un periodo di piena espansione.

Scorriamo ora la classifica analizzando le dApp più importanti:

La leader indiscussa della categoria e colonna portante dell’intera finanza decentralizzata, Aave, è sempre stata la dApp più utilizzata e che ha raccolto i maggiori volumi nel corso degli anni.

Il suo funzionamento è abbastanza semplice ed è stata la fonte d’ispirazione per tantissime dApp secondarie che hanno cercato di copiarla nel corso degli anni.

Recentemente il team ha anche lanciato GHO, ovvero la loro stablecoin ancorata al dollaro, che può essere la moneta richiesta al momento dell’emissione di un prestito.

Se vi interessa esplorare questo settore, vi suggerisco di iniziare proprio da questa dApp, magari facendo qualche esperimento all’interno della loro testnet.

Spark è la dApp di lending che nasce attorno al progetto MakerDAO e alla stablecoin DAI. La grafica ricorda quella di Aave e il funzionamento alla base è molto simile, con la differenza che qui si può prendere a prestito solamente DAI.

Per gli utenti della blockchain di Solana, infine, Kamino Lend è stata fino ad oggi la dApp di riferimento. Questa ha appena raggiunto un TVL di oltre 1 miliardo e anche qui, la grafica è molto simile alle altre due che abbiamo appena citato.

Questa dApp è molto interessante in quanto tendenzialmente offre tassi d’interesse minori rispetto alle sue controparti all’interno dell’ecosistema di Ethereum.

Un settore in piena crescita

Quelle che abbiamo visto sono solo alcune della dApp di lending and borrowing disponibili in DeFi e molte altre soluzioni, in un certo modo rivoluzionarie, stanno nascendo proprio ora.

Un caso su tutti, LlamaLend di Curve è stata appena lanciata è ha introdotto per la prima volta un sistema che loro hanno chiamato di soft-liquidation che permette agli utenti di stare più tranquilli in periodi di alta volatilità dei loro collaterali.

Questo rimane un settore ancora in piena espansione e che, secondo noi, è necessario conoscere per muoversi in maniera consapevole all’interno della finanza decentralizzata!

Questo contenuto è frutto del lavoro di persone che amano il mondo Crypto. Seguici sui nostri canali!
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