Il Re-Staking di Ethereum Spiegato Semplicemente

Il re-staking di Ethereum è un trend in forte crescita nelle ultime settimane e potrebbe rappresentare il futuro per ETH.

Contenuti dell'articolo

Staking e Liquid Staking

L’approfondimento di oggi sul tema del re-staking di ETH richiede delle conoscenze di base per comprendere il processo e le ragioni per cui questo nuovo settore della finanza decentralizzata sta guadagnando popolarità nelle ultime settimane.

Prima di procedere, è dunque importante chiarire alcuni concetti fondamentali riguardanti lo staking di ETH.

La validazione dei blocchi e la sicurezza della blockchain di Ethereum richiedono che gli utenti blocchino le loro monete all’interno di nodi validatori. Questo meccanismo, noto come staking, non solo garantisce la sicurezza della blockchain ma offre anche un’opportunità di guadagno: chi partecipa allo staking di ETH riceve una ricompensa, attualmente intorno al 4%, pagata in ETH.

Tuttavia, avviare un proprio nodo validatore e partecipare allo staking di ETH non è un processo semplice e ha due limitazioni importanti:

  1. È necessario possedere almeno 32 ETH, il minimo richiesto per avviare un nodo.
  2. I fondi vengono bloccati e non possono essere utilizzati all’interno della DeFi.

Qui entrano in gioco le soluzioni di liquid staking, come la ben nota Lido. Queste dApp risolvono le limitazioni sopracitate, permettendo di partecipare allo staking senza necessità di avere 32 ETH e fornendo una ricevuta (da qui il termine “liquid staking”) che può essere liberamente utilizzata nella DeFi.

Il Liquid Re-Staking

Molti utenti prediligono il liquid staking per evitare le limitazioni menzionate e da qui nasce il concetto di re-staking per ETH. In sostanza, i token di liquid staking come stETH (di Lido) o rETH (di Rocketpool) possono essere considerati come “token di sicurezza”, ovvero delle crypto che, oltre ad avere un valore economico, hanno anche un valore in termini di sicurezza.

L’idea del re-staking è che questo valore possa essere utilizzato e venduto per “assicurare” altri progetti.

Gli ETH ottenuti tramite liquid staking vengono dunque nuovamente messi in staking tramite dApp come EigenLayer, che li presta a progetti che necessitano di sicurezza.

Facciamo un esempio pratico per capire tutto il procedimento:

In breve, un utente che partecipa al liquid staking tramite Lido riceve stETH, da questo guadagna delle staking rewards, che in questo momento sono del 3,5%.

Con questi stETH può avere un ulteriore guadagno se completa l’azione di re-staking su Eigenlayer, dato che questo valorizzerà il valore di “sicurezza” di questa ricevuta derivata da Lido.

Ora dunque l’utente sta guadagnando in due modi diversi: le ricompense di staking classiche e quelle derivate da EigenLayer.

Inoltre, è questo è importante da sottolineare, le persone stanno depositando molti dei loro ETH in questa dApp anche perchè si possono accumulare dei punti che probabilmente porteranno ad un airdrop del token della dApp.

Pro e Contro del Re-Staking

Esaminiamo i vantaggi e gli svantaggi di questa nuova opportunità nella DeFi:

Vantaggi:

  • Maggiori rendimenti per gli staker senza necessità di impegnare ulteriori fondi.
  • Aumento della sicurezza della rete, dato che questo sistema incentiva gli utenti a partecipare allo staking di ETH.
  • Fornitura di un sistema di sicurezza accessibile per i nuovi progetti blockchain.

Svantaggi e rischi:

  • Potenziale aumento del rischio di centralizzazione, simile alla situazione attuale di Lido.
  • Sicurezza affidata a un derivato, che offre garanzie minori rispetto allo staking nativo di ETH.

Le Preoccupazioni di Vitalik

Concludiamo con il punto di vista di Vitalik Buterin, co-fondatore di Ethereum, sul re-staking.

Vitalik ha espresso preoccupazione per il fatto che, sebbene il re-staking possa essere utile per scopi a basso rischio, in certe circostanze potrebbe compromettere la sicurezza anche della mainnet di Ethereum.

Ha citato come esempio il rischio di slashing, ovvero quella misura punitiva per i validatori che agiscono scorrettamente o non mantengono la stabilità nel processo di validazione, che secondo lui potrà aumentare e portare a problemi a cascata dalla mainnet ai progetti secondari.

Il pensiero di Buterin sul re-staking si potrebbe dunque riassumere in questa frase da lui condivisa “Dovremmo invece preservare il minimalismo della catena e sostenere gli usi del re-staking che non sembrano rischiosi verso l’estensione del ruolo del consenso di Ethereum”.

Insomma, il re-staking è sicuramente qualcosa di estremamente interessante ma, come tutto in DeFi, è soprattutto un esperimento e il fatto che Vitalik non ne sia proprio favorevole aumenta quelli che dovrebbero essere i nostri dubbi a riguardo.

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