Il governo americano confisca 69K BTC dal caso Silk Road

Ieri è stata confermata la confisca di 69.370 BTC appartenenti in origine al marketplace del dark web Silk Road.

Cos’era Silk Road

Silk Road, fino al giorno della sua chiusura forzata dagli Stati Uniti, era uno dei siti più trafficati all’interno del dark web, ovvero quella parte di internet non regolamentata dove è possibile agire in totale anonimato. Possiamo definire Silk Road come un marketplace dove si poteva commerciare qualunque cosa, da armi, droga a documenti falsi. La moneta principale di scambio era bitcoin, grazie alle proprietà di privacy che riusciva ad offrire agli utenti di questo marketplace molto particolare.

Il 3 ottobre 2013, Silk Road fu chiuso dall’FBI e successivamente, a inizio novembre, fu annunciata la sua riapertura da un individuo che usava lo pseudonimo di Dread Pirate Roberts. Tuttavia, il 6 novembre 2014, Silk Road fu definitivamente chiuso e l’anno seguente, Ross Ulbricht, identificato come il creatore di Silk Road e operante sotto lo pseudonimo di Dread Pirate Roberts, è stato condannato all’ergastolo a causa di reati come associazione a delinquere, frode informatica, distribuzione di false identità, riciclaggio di denaro, traffico di droga su internet e cospirazione.

Il tribunale confisca BTC

Come detto prima, BTC era la moneta principale di scambio all’interno di questo marketplace e dunque, una volta chiuso definitivamente, l’FBI americana ha proceduto anche con il sequestro dei fondi posseduti dal marketplace. Ad agosto, il tribunale statunitense aveva emesso la sentenza preliminare sui Bitcoin di Silk Road e nella giornata di ieri è stata ufficializzata la confisca di 69.370 BTC ed altre criptovalute minori, il che segna la fine di un processo di confisca durato quasi 10 anni.

Ad oggi questi bitcoin hanno un valore totale di oltre tre miliardi di dollari e tutta la comunità crypto continua a monitorarli per tentare di capire quali siano le intenzioni del governo americano rispetto a questi bitcoin e soprattutto se sia loro intenzione venderli, il che potrebbe causare molta pressione di vendita.

Gli hodler di bitcoin

Lasciando per un attimo da parte Satoshi Nakamoto e il suo milione di BTC, seppur sia una stima, sicuramente possiamo posizionare il governo americano almeno nella seconda posizione tra le istituzioni che possiedono più BTC, dato che solamente questa confisca da oltre 69K BTC gli fa superare ampiamente la posizione posseduta da Marathon Digital di “solamente” 13,390 BTC.

Al momento, invece, la prima posizione sembra rimanere ancora in possesso di Michael Saylor e la sua azienda MicroStrategy, che al momento possiede 174.530 BTC per un controvalore di oltre 7,6 miliardi di dollari.

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