I layer 3 sono il futuro di Ethereum?

I layer 3 sono una nuova soluzione di scalabilità per la blockchian di Ethereum.

Contenuti dell'articolo

Il problema della scalabilità

Chiunque abbia utilizzato almeno una volta la blockchain di Ethereum avrà sicuramente notato due caratteristiche principali di questa chain: il suo costo per transazione molto alto e la sua lentezza nel completare le operazioni.

Queste caratteristiche fanno parte di quello che è stato definito da tutti il “problema della scalabilità” di Ethereum e che da anni si cerca di risolvere.

Il team di sviluppatori di Ethereum proponeva, fino a qualche anno fa, di risolvere questa problematica tramite l’implementazione di un aggiornamento chiamato sharding, che però era tecnicamente molto complesso e difficile da realizzare.

Negli anni, poi, il piano verso la scalabilità di Ethereum è cambiato favorendo un sistema di blockchain secondarie, meglio conosciute come layer 2, costruite “al di sopra” della chain principale.

Arbitrum, Optimism, Metis e Starknet sono stati i primi esempi di questa nuova via per la scalabilità di Ethereum, che ancora oggi è la principale scelta degli sviluppatori.

L1, L2 e L3

La strategia scelta è stata dunque quella di implementare quelli che ormai abbiamo imparato a conoscere come layer 2, ma questo ancora non basta. Se Ethereum vuole diventare la base del futuro internet decentralizzato c’è bisogno di ulteriore scalabilità.

Negli ultimi mesi abbiamo infatti iniziato a sentire nominare un nuovo termine, ovvero “layer 3″ e questa sembra l’idea vincente per aumentare ancora una volta la scalabilità di quello che ormai possiamo definire ecosistema Ethereum.

L’obiettivo dell’articolo di oggi è quello di approfondire proprio questa nuova tipologia di blockchain, ma prima di farlo cerchiamo di dare una definizione chiara di L1, L2 e poi infine anche di L3.

  • Layer 1: questo è il livello base e in questo contesto specifico è la blockchain di Ethereum stessa. L’obiettivo del layer 1 è quello di gestire le operazioni fondamentali e soprattutto la sicurezza della rete. Il layer 1 può avere però problemi di scalabilità che portano a commissioni di transazione elevate e tempi di elaborazione più lunghi durante i periodi di picco di utilizzo.

  • Layer 2: come dicevamo prima, queste sono soluzioni costruite “on top” del Layer 1 e il loro obiettivo è quello di ridurre i problemi di scalabilità senza compromettere la sicurezza della rete.  Questi si differenziano in due categorie principali: rollup Optimistic come Arbitrum e Optimism e rollup ZK-Rollup come Linea e zkSync. Il funzionamento di base è molto semplice in quanto queste soluzioni elaborano le transazioni fuori dalla blockchain principale e poi le registrano in forma compressa e riassunta sul Layer 1, aumentando significativamente la capacità di transazione e riducendo i costi per gli utenti finali.

  • Layer 3: questi mirano ad aumentare ancora di più la scalabilità proposta dai layer 2 e sono
    spesso concepiti come soluzioni specializzate che nascono per soddisfare richieste specifiche. Per questo motivo i layer 3 sono spesso anche chiamati app-chain, in quanto la maggior parte di questi sono progetti specifici che creano il loro layer 3 proprietario. Questa soluzione di scalabilità è utilizzata soprattutto all’intento del settore del trading e dei derivati, per il gaming e per dApp concentrate attorno alla privacy.

Alcuni esempi di layer 3

Vediamo ora una panoramica dei layer 3 attualmente presenti all’interno del settore.

Per fare ciò, utilizzeremo l’aggregatore di dati L2Beat, sito di riferimento per l’analisi on-chain dell’ecosistema di Ethereum.

Attualmente, il layer 3 più importante e con il TVL maggiore è zkLink Nova; questo ha raccolto 744 milioni di dollari e si appoggia alla blockchain di Linea per salvare i dati che genera. Non ha un utilizzo specifico, ma ha già attirato l’attenzione di oltre 900.000 indirizzi oltre che aver recentemente completato l’airdrop del suo nuovo token.

MXC è un altro importante layer 3 e questo si appoggia ad Arbitrum. Il suo TVL supera di poco i 40 milioni di dollari e anche lui è destinato ad un utilizzo generale.

Meritevole di menzione è anche XAI, attualmente in quinta posizione nella classifica del TVL e recentemente ha lanciato il suo token $XAI, che è la moneta più capitalizzata fra quelle legate ai layer 3.

Il futuro di Ethereum e il confronto con i competitor

Implementare blockchain alternative costruite “al di sopra” di quella principale è una soluzione molto interessante e grazie all’aggiornamento Dencun, che ha ridotto del 90% i costi di transazione dei layer 2, questa sembra funzionare, con l’operatività degli utenti che si sta sempre più spostando su queste chain secondarie e terziarie.

Tuttavia, è inutile negare che questo sia già un sistema complesso e l’aggiunta di un altro fattore, ovvero i layer 3, rende ancora più complicata la situazione, soprattutto per i nuovi utenti che vogliono entrare nel mondo blockchain e DeFi.

Al contrario, soluzioni come Solana, che fanno parte della categoria delle blockchain monolitiche e che dunque propongono una soluzione all-in-one, senza layer 2 o layer 3, sono certamente più attrattive per i nuovi utenti in quanto più semplici da capire e dunque da utilizzare.

Tutti conoscono le commissioni praticamente nulle della blockchian di Solana e la sua incredibile velocità di esecuzione e questi sono sicuramente due dei motivi del suo recente successo.

Ovviamente è impossibile prevedere quale delle due soluzioni prenderà più piede nei prossimi anni, dato che entrambe hanno i loro pro e contro.

Attualmente, l’ecosistema di Ethereum è in testa sia per numero di utenti che per TVL, ma non è escluso che in futuro i vari competitors possano mettere in discussione il ruolo da leader di Ethereum.

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