Gli Ordinals sono un problema per Bitcoin?

Un programmatore di Bitcoin ha lanciato l'allarme riguardo agli Ordinals.
Ordinals bitcoin

Gli Ordinals

Luke Dashjr, programmatore core di Bitcoin e fondatore di una delle mining farm più importanti dell’ecosistema, ha dichiarato con un post su X che secondo lui è necessario sistemare quello che lui ha chiamato il “bug” degli Ordinals, così da evitare problemi di congestione della rete. Come sappiamo, gli Ordinals sono una moda esplosa durante l’ultimo bear market e possono essere codificati come gli NFT della rete Bitcoin. Infatti, tramite un complesso meccanismo di numerazione dei satoshi reso possibile dall’aggiornamento di Taproot, è possibile creare soluzioni tecniche simili agli NFT, ovvero token non fungibili poi sfocianti anche nei BRC-20, ovvero token (questa volta fungibili) all’interno della blockchain.

Il bug da correggere

Il bug che consentiva alle Inscriptions e quindi agli ordinals di esistere è stato recentemente risolto nell’ultimo aggiornamento di Bitcoin Knots, che è un derivato di Bitcoin Core, ovvero il codice principale di BTC. Se questo aggiornamento verrà rilasciato anche su Bitcoin Core, non sarà più possibile creare ordinals e anche i token BRC-20, mentre rimarrebbero quelli già presenti all’interno della blockchain. Dashjr ha infine dichiarato: “Bitcoin Core è ancora vulnerabile nella prossima versione v26“, ed infine: “Posso solo sperare che venga finalmente risolto prima della v27 del prossimo anno“.

È la fine degli ordinals?

Il protocollo Ordinals è stato lanciato nel gennaio 2023 da Casey Rodarmor, consentendo agli utenti di iscrivere dati e token non fungibili sui satoshi. Questo protocollo, nonostante il quasi nullo use case reale, è andato subito virale, con le persone che hanno iniziato a speculare su questi nuovi NFT e token sulla blockchain di Bitcoin.

Questa novità ha dunque portato ad un massiccio utilizzo della blockchain, con una media del costo transazionale che è passata da circa 1,5$ a transazione ad una media attuale di 14$. Se sembra logico che si vogliano bannare questa tipologia di “spam” all’interno della rete Bitcoin per evitare congestioni, bisogna considerare anche la filosofia libertaria di questa blockchain, che per sua stessa natura è pubblica e libera di essere utilizzato da chiunque, anche da chi scambia ordinals. Dunque, una discussione oltre che pragmatica anche filosofica che siamo tutti curiosi di scoprire come sarà risolta.

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