Ethereum re-staking, importanti novità!

Il settore del re-staking sta continuando ad evolversi e il lancio della mainnet di EigenLayer è stato qualcosa di storico!

Contenuti dell'articolo

Cos’è il re-staking

All’interno dei nostri articoli, abbiamo già approfondito la questione del re-staking di ETH, ma, come tutti sappiamo, lo sviluppo dei progetti all’interno della DeFi si muove alla velocità della luce e, a pochi mesi di distanza dal nostro ultimo articolo, molto è cambiato.

Il re-staking è una nuova primitiva finanziaria introdotta dalla dApp EigenLayer, che prevede, come suggerisce il nome, di mettere in staking gli ETH che sono già bloccati all’interno di nodi validatori.

Il razionale dietro a questo meccanismo abbastanza complesso è che, secondo questa nuova primitiva, gli ETH messi in staking, oltre ad avere un valore economico, hanno anche un valore dal punto di vista della sicurezza.

Questo valore può essere utilizzato da altri progetti e dApp specifiche, che, dal loro punto di vista, grazie a questo sistema, non dovranno preoccuparsi della sicurezza del loro progetto.

In breve dunque, il re-staking consente agli utenti di mettere in staking simultaneamente i token sia sulla blockchain principale che su altri protocolli tramite EigenLayer, garantendo così la sicurezza di più reti e guadagnando maggiori ricompense sui loro ETH iniziali.

EigenLayer è il centro del re-staking

La novità più importante che dobbiamo raccontare in questo articolo di aggiornamento sul mondo del re-staking è sicuramente il lancio (parziale) della mainnet di EigenLayer e il conseguente arrivo dei primi progetti intenzionati ad affittare questa sicurezza derivata dal re-staking.

Facciamo però ancora una volta un passo indietro per cercare di avere una visione generale completa sulla dApp di EigenLayer.

La prima cosa da fare se si vuole utilizzare EigenLayer è, ovviamente, quella di depositare dei liquid staking token all’interno della dApp.

Come dicevamo prima, il re-staking nasce appunto dall’idea di mettere in staking nuovamente gli ETH già bloccati nei nodi validatori. Si possono dunque depositare i liquid staking token di tutte le principali dApp, partendo da Lido, Rocketpool o Coinbase.

Una volta depositati questi LST all’interno di EigenLayer, questi potranno essere utilizzati per mettere in sicurezza altri progetti.

Gli AVS di EigenLayer

Il lancio della mainnet ha portato all’arrivo dei primi AVS, ovvero Actively Validated Services, all’interno di EigenLayer.

Cosa sono?

Semplicemente i progetti che sono interessati alla sicurezza che gli ETH in staking che sono depositati all’interno di EigenLayer possono offrire loro.

Ad oggi sono già 9 le dApp che utilizzano la sicurezza derivata dal re-staking all’interno del loro processo e molti altri ne arriveranno in futuro.

EigenLayer come Amazon

Per capire ancora meglio cosa sia EigenLayer e qual è il suo obiettivo, paragoniamolo ad Amazon.

Esattamente come su Amazon gli utenti possono comprare diverse tipologie di prodotti, EigenLayer, esattamente come Amazon, è il marketplace che offre il servizio della sicurezza ai suoi clienti.

Questi clienti sono quei progetti che vedete nella sezione AVS e che, in un certo modo, si fanno concorrenza per acquistare al miglior prezzo questo servizio offerto da EigenLayer.

Abbiamo appena introdotto la questione del prezzo rispetto al servizio offerto e infatti, come dicevamo prima, l’utente finale, ovvero colui che deposita i suoi LST all’interno di EigenLayer, lo fa per un motivo, ed è perché riceve un guadagno ulteriore.

Invece che solamente il 4/5% derivato dalle staking rewards di ETH, a questo, mettendo in staking su EigenLayer, si uniscono le ricompense derivate dal pagamento che i vari AVS completano per ricevere quella sicurezza.

I token LRT

Fino ad oggi abbiamo sempre parlato di LST, ovvero le versioni liquide di ETH in staking create dApp come Lido e RocketPool.

Da questi token nasce l’idea di EigenLayer ma, ancora una volta, la DeFi si è spinta oltre.

Se infatti torniamo alla prima immagine riportata in questo articolo, notiamo come, oltre alla possibilità di depositare i vari Liquid Staking Token, ci sia la possibilità di depositare su EigenLayer anche “Beacon ETH” ovvero ETH messi in staking direttamente in staking senza alcun intermediario.

Questa possibilità ha portato alla creazione di una nuova tipologia di token, chiamati Liquid Restaking Token (LRT).

Facciamo ancora una volta un esempio pratico per capire al meglio tutto ciò.

Quello che i protocolli di liquid restaking token fanno è semplicemente il lavoro di ricevere ETH normali, nemmeno messi in stake, dagli utenti e procedere nel processo di metterli in staking sulla blockchain di ETH e poi metterli in re-stake sulla dApp di EigenLayer.

Questi protocolli, come per esempio Renzo ETH con il suo token ezETH, hanno visto una crescita esponenziale negli ultimi mesi in quanto rendono molto più semplice il procedimento di re-staking per l’utente finale, la cui operatività sarà semplicemente depositare ETH all’interno della dApp di Renzo e ricevere ezETH.

Il futuro del re-staking

Come abbiamo capito, c’è moltissima carne al fuoco e ancora tutto l’ecosistema degli AVS di EigenLayer si deve creare e sviluppare.

La DeFi ci sta dimostrando ancora una volta quanto si evolva velocemente e questo appena analizzato ne è un caso esemplare.

Ad oggi il settore del re-staking ha un TVL di circa 10 miliardi di dollari ma è molto probabile che continuerà a crescere nei prossimi mesi.

Come vi abbiamo però già ricordato nel primo articolo dedicato a questo settore della DeFi, ci sono però anche molte incognite e rischi che potrebbero portare a veri disastri finanziari.

Per il momento comunque non ci rimane che continuare ad analizzare il mercato e mantenerci aggiornati su tutte le novità.

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