Cosa vuol dire congestione della rete e quando può verificarsi?

Ultimamente gli Ordinals stanno procurando non pochi problemi di congestione alle varie blockchain. Scopriamo cosa significa in questo approfondimento.

Contenuti dell'articolo

Come funziona una blockchain?

Cominciamo ad addentrarci nell’approfondimento di oggi cercando di risolvere ogni dubbio riguardo al funzionamento di base di ogni blockchain. Esattamente come suggerisce il nome, una blockchain non è altro che un insieme di blocchi all’interno dei quali si possono scrivere diverse informazioni.

Per esempio, lo scopo principale dei blocchi all’interno della blockchain di Bitcoin è quello di contenere informazioni relative alle transazioni e quindi agli scambi di monete fra i vari utenti che utilizzano questa rete decentralizzata. All’interno di blockchain come quella di Ethereum si possono inoltre aggiungere informazioni più complesse, grazie alla struttura filosoficamente diversa rispetto a quella più “semplice” di Bitcoin. Dunque, la blockchain non è altro che un strumento nel quale inserire informazioni in maniera totalmente decentralizzata, trustless ed irreversibile.

Visualizzazione grafica della blockchain di BTC. Fonte: https://mempool.space/

Quante informazioni si possono scrivere in un blocco?

Prendiamo in esame due blockchain per smart contract, ovvero Ethereum e Solana. Spesso sentiamo parlare di congestione e problemi di scalabilità per la blockchain di ETH, ma mai si sentono problemi simili relativamente alla blockchain di Solana, perché?

Semplicemente perché all’interno di un blocco della blockchain di Solana si possono mettere molte informazioni, mentre all’interno di quello di ETH se ne possono mettere meno, in quanto i blocchi di questa blockchain sono relativamente più “piccoli”. Non sta a noi decidere quale filosofia costruttiva sia la migliore, in quanto ognuna porta i suoi vantaggi e svantaggi, ma ci basta capire che una congestione della rete si verifica quando molti utenti vogliono depositare molte informazioni all’interno di un blocco che però non può contenerle tutte in quanto lo spazio a disposizione è limitato.

La congestione della rete

Il caso Ordinals sulla rete Bitcoin spiega in maniera estremamente efficace come si verifica una congestione all’interno di una blockchain. Prima delle inscriptions e della moda degli NFT sulla blockchain di Bitcoin non vi era una grande richiesta da parte degli utenti nel scrivere informazioni su questa blockchain, il che si rifletteva in un costo transazionale relativamente basso, intorno a 1$ a transazione.

Oggi vediamo invece giornate dove il costo della transazione arriva addirittura a 30$, il che è sintomo di una congestione della rete. Infatti, lo spazio all’interno di un blocco è sempre lo stesso, dunque, in caso ci siano più utenti che vogliono scrivere informazioni, parte una sorta di asta al rialzo per lo spazio all’interno del blocco , così che chi paga di più riesce ad avere la precedenza rispetto a chi paga di meno.

Costo transazionale su BTC

Soluzioni per risolvere questo problema

Prima abbiamo nominato Solana ed è un caso interessante da analizzare. Questo progetto infatti riesce a richiedere costi di commissione bassissimi ai suoi utenti ed è praticamente impossibile da congestionare. Il problema è stato risolto ‘semplicemente’ ampliando la grandezza del blocco, rendendo possibile l’immissione di più dati. Questo, nonostante gli ovvi vantaggi, causa però problemi in ambito di validazione, in quanto è richiesto un hardware per i nodi validatori molto costoso e dunque riduce la decentralizzazione della blockchain. Anche Ethereum sta affrontando da tempo questo problema e la soluzione più utilizzata ad oggi è quella dell’utilizzo dei famosi layer 2, come Optimism e Arbitrum. Di questi ne esistono di diverse tecnologie e ne abbiamo parlato in questo approfondimento ispirato da un articolo scritto da Vitalik Buterin.

Conclusioni

Risolvere la questione della congestione delle reti è forse il problema principale che si sta cercando di risolvere in questi anni nel mondo blockchain.

Ad oggi l’ecosistema più florido, ovvero quello di Ethereum, sembra avere trovato una prima soluzione nell’utilizzo dei vari layer 2 anche se questi non sono ancora pronti a sopportare l’arrivo di una nuova ondata di utenti. Un’altra soluzione tecnologica in arrivo per questo ecosistema e l’aggiornamento EIP-4844, meglio conosciuto come Proto-Danksharding in arrivo, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, nei primi mesi del 2024 che si propone di migliorare di un ordine di grandezza la scalabilità dei vari layer 2. Per il momento non ci rimane che attendere e studiare gli sviluppi futuri di questo settore in continua evoluzione!

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