Cosa sono i Real World Asset in DeFi

Il settore dei Real World Asset è in piena ascesa e bisogna conoscerlo prima che sia troppo tardi.

Contenuti dell'articolo

Introduzione

Un termine che sempre di più si sente nominare all’interno della DeFi è sicuramente RWA, ovvero l’acronimo di Real World Asset.

Ma a cosa si fa realmente riferimento quando si nomina questo termine specifico? Perché è così importante conoscere questo futuro trend della DeFi?

Nell’approfondimento di oggi andremo a conoscere nello specifico questo importante settore che, secondo le metriche di DeFiLlama, ha già raggiunto un TVL di 4,2 miliardi di dollari.

Cosa significa RWA?

Come dicevamo prima, RWA è l’acronimo di Real World Asset, ovvero asset del mondo reale. Quando si fa riferimento a questa categoria all’interno del mondo crypto, si prendono in considerazione tutti quegli asset non nativi del mondo crypto che sono però disponibili all’interno di almeno una blockchain.

Facciamo subito un esempio pratico per chiarire cosa siano i RWA.

USDT, ovvero la stablecoin più capitalizzata del settore, è di fatto un RWA in quanto i dollari sono degli asset che nascono al di fuori della blockchain e che sono portati all’interno tramite un processo di tokenizzazione.

Un altro RWA molto conosciuto è PAXG, ovvero l’asset più utilizzato nel mondo crypto per rappresentare l’oro.

Asset invece come ETH, BTC, SOL e ATOM non sono Real World Asset, in quanto sono nativi del mondo crypto e di fatto “non esistono” nel mondo reale.

Due modalità di tokenizzazione

Prima, quando parlavamo di USDT, abbiamo accennato al processo di tokenizzazione, ovvero il metodo tramite il quale un asset del mondo reale, qualunque esso sia, viene portato on-chain.

Attualmente esistono due modalità principali per portare a termine la tokenizzazione di un asset reale e dunque portarlo on-chain:

  1. RWA con collaterale

La prima tecnica per portare gli asset del mondo reale all’interno della blockchain è la tokenizzazione tramite collaterale, in cui i token emessi del RWA specifico sulla blockchain sono supportati da una corrispondente garanzia fisica, che ne assicura il valore.

Gli esempi di USDT e PAXG, riportati prima, sono entrambi esempi di RWA tramite collaterale: USDT è emesso a garanzia di dollari depositati in varie banche, mentre PAXG è emesso da un collaterale in oro vero controllato da Paxos.

Questo è il metodo più semplice ma anche meno scalabile per emettere un RWA.

  1. RWA sintetici

La seconda tecnica per portare gli asset del mondo reale nel mondo digitale è l’utilizzo di asset sintetici.

A differenza dei RWA con collaterale, che richiedono il possesso fisico dell’attività sottostante utilizzata come garanzia, i RWA sintetici sono emessi partendo da un collaterale diverso messo a garanzia.

Synthetix è la dApp leader in questo settore e quello che fanno è emettere RWA, come per esempio la loro stablecoin sUSD, mettendo a garanzia il loro token di governance, ovvero SNX.

Per esempio, mettendo a garanzia 100 dollari di SNX si potranno creare 50 dollari di sUSD. Questo accelera il processo in quanto non vi è la necessità di possedere fisicamente gli asset reali, ma aggiunge un fattore di rischio perché l’asset sottostante, in questo caso SNX, è volatile rispetto ai vari asset sintetici.

È fondamentale dunque che l’asset collaterale garantisca sempre il valore del sintetico emesso.

Quali sono i vantaggi dei RWA?

Proviamo adesso a chiederci quali siano i vantaggi nel portare asset reali all’interno del settore blockchain.

Il primo vantaggio è chiaro e abbastanza indiscutibile: portare asset come il dollaro, l’euro o lo yen aumenta la stabilità di questo settore e lo lega al mondo reale.

Possiamo dire che il mondo blockchain, soprattutto con bitcoin, nasce anche come alternativa al dollaro e alle monete FIAT in generale, ma non possiamo negare che vi sia tantissima richiesta di questi asset stabili all’interno di questo settore così volatile.

Il secondo grande vantaggio è quello di poter utilizzare l’infrastruttura e i benefici delle varie blockchain anche su asset che non sono nativi di questo mondo.

Tornando all’esempio di PAXG, ovvero il token che rappresenta l’oro all’interno della blockchain, tramite questa tokenizzazione ora ci si può scambiare un derivato dell’oro in pochi semplici click, senza dover pagare commissioni esorbitanti e magari utilizzare l’asset anche per alcune strategie di rendimento.

Un terzo vantaggio nell’avere un ecosistema florido di RWA è quello di portare on-chain rendimenti esterni a questo settore.

Pensiamo alle tokenizzazioni delle obbligazioni americane; questa è una delle tipologie di RWA maggiormente sviluppate in quanto riescono a offrire on-chain un rendimento stabile e non influenzato dal mondo crypto.

I RWA più utilizzati

Ora che abbiamo capito cosa siano i RWA e i vantaggi che portano agli utenti della DeFi, cerchiamo di capire quali siano le tipologie di RWA più utilizzate dagli utenti.

  1. Stablecoin

Le stablecoin sono attualmente i RWA maggiormente utilizzati dagli utenti della DeFi. Solo prendendo in considerazione USDT, ovvero la stablecoin emessa da Tether, ci sono già oltre 110 miliardi di dollari portati on-chain, segno che vi è un’estrema necessità di questa tipologia di asset stabili.

Fino ad ora abbiamo parlato di stablecoin emesse tramite collaterale, ma vi è anche un settore molto sviluppato in relazione alle stablecoin sintetiche.

MakerDAO e la sua stablecoin DAI, alla quale abbiamo dedicato un recente approfondimento, sono di fatto la prima stablecoin per capitalizzazione rientrante nella classificazione dei RWA sintetici in quanto DAI è emessa con collaterali crypto come per esempio ETH.

  1. Tokenized bonds

La tokenizzazione dei bond è stato uno dei settori di maggiore successo dell’ultimo bear market e il motivo è molto semplice.

In periodi dove i rendimenti disponibili all’interno della DeFi diminuiscono a causa di un bear market, l’opportunità di ottenere dei rendimenti stabili come quelli derivati dalle obbligazioni statali è molto attrattiva per gli utenti.

Uno degli esempi migliori di tokenizzazione di obbligazioni statali è sFRAX del protocollo Frax Finance.

Semplicemente mettendo in staking FRAX, ovvero la loro stablecoin, è possibile guadagnare un rendimento derivato da RWA, fra cui soprattutto bond americani.

  1. Tokenized real estate

Anche il settore della tokenizzazione di real estate è esploso nell’ultimo bear market e il motivo è lo stesso di quello della crescita delle tokenizzazioni dei bond.

Tokenizzare un immobile e magari gestirlo tramite una serie di NFT è un processo molto delicato ma che porta a tantissimi vantaggi. Uno su tutti, la possibilità di poter avere immobili la cui proprietà è divisa tra tanti utenti e di cui ognuno deriva la sua percentuale di profitto magari dall’affitto mensile.

Una delle dApp di maggiore successo in questo settore è RealT e la sua caratteristica è che le case in loro gestione vengono suddivise in token da 50 dollari.

  1. Materie prime

Infine, la categoria di asset che è più necessaria da portare on-chain ma che purtroppo fatica ancora a trovare il proprio spazio sono le materie prime.

Prima vi presentavamo il caso di PAXG e dell’oro, un caso di successo ma anche l’unica vera commodity disponibile ad oggi in DeFi.

Vi sono alcune rappresentazioni di argento e altri metalli minori, ma hanno tutte bassissima liquidità e volumi di scambio ridotti. Questo, secondo noi, sarà un settore che prima o poi esploderà in quanto gestire le commodity con tutti i vantaggi della tecnologia blockchain potrebbe rivoluzionare interi settori della finanza tradizionale.

Conclusione

In conclusione, i Real World Asset rappresentano un trend in forte ascesa nel mondo della DeFi in quanto offro numerosi vantaggi quali la stabilità dei rendimenti e nuove opportunità di guadagno agli utenti.

Con l’evoluzione della tecnologia blockchain e la crescente adozione degli asset tokenizzati, è probabile che vedremo un’espansione significativa di questo settore, soprattutto nel prossimo bull market.

Continueremo ad analizzare dunque questo settore in quanto secondo noi uno di quelli più sottovalutati ma allo stesso tempo con maggiori margini di crescità in futuro.

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