Cosa sono i perpetual?

Lo strumento derivato più utilizzato nel mondo crypto è sicuramente il perpetual e oggi ne scopriamo tutti i segreti.

Contenuti dell'articolo

I derivati finanziari

In uno dei nostri ultimi approfondimenti abbiamo analizzato il mondo delle opzioni all’interno della finanza decentralizzata.

Sia i perpetual che le opzioni sono strumenti derivati, ovvero strumenti il cui valore dipende da qualcos’altro al quale fanno riferimento.

Il prezzo delle opzioni su bitcoin per esempio deriva dal valore di BTC, che in questo caso viene chiamato sottostante.

Nella finanza tradizionale, la maggior parte dei volumi di scambio viene completata tramite strumenti derivati, in quanto questi riescono a dare l’esposizione al prezzo di vari sottostanti, risultando però in costi di gestione e di transazione minori.

Anche nel mondo crypto il settore dei derivati sta piano piano nascendo e il derivato più utilizzato è sicuramente quello del perpetual.

Il perpetual

Ma cosa sono questi perpetual e qual’è la differenza con le opzioni?

Questi sono strumenti derivati che, come suggerisce il nome, sono perpetui, ovvero non hanno una scadenza (a differenza delle opzioni).

Se avete mai utilizzato un exchange centralizzato come Binance o Coinbase, vi sarete sicuramente scontrati con la sezione dell’exchange dedicata ai perpetual, in quanto questi sono gli strumenti preferiti dai trader e vengono sponsorizzati da tutti gli exchange.

Ma perché un utente dovrebbe utilizzare questo derivato per esporsi al prezzo di un qualsiasi crypto-asset invece che comprarlo direttamente completando uno swap classico?

Principalmente per tre motivi:

  • I perpetual permettono di esporsi al prezzo di un asset utilizzando la leva finanziaria. Ovvero se si hanno 100 USDC di controvalore depositati all’interno dell’exchange, utilizzando una leva x5 ci si potrà esporre al prezzo di BTC come se si possedessero 500 dollari di BTC.
  • Il secondo vantaggio, come dicevamo prima, è quello dei costi. Aprire posizioni sui perpetual, invece che completare degli swap classici fra due monete, richiede generalmente delle commissioni minori, in quanto operando con i perp non si possiede veramente l’asset sottostante, e dunque non è necessario movimentarlo.
  • Il terzo vantaggio è quello che si possono aprire i famosi short, ovvero operazioni che vanno in guadagno quando il prezzo dell’asset scende e perdono quando il prezzo sale.

Come si opera praticamente con i perpetual

La grafica che ci si trova di fronte ogni volta che si opera con dei perpetual è sempre molto simile fra tutti gli exchange che li offrono.

Tendenzialmente ci si trova di fronte il grafico del prezzo di un determinato asset e si ha la possibilità di aprire due tipologie di ordini: ordini market, ovvero ordini che entrano a mercato al prezzo corrente, oppure ordini a limite, ovvero ordini che entrano a mercato ad un livello di prezzo prestabilito.

Facendo un esempio pratico, se si vuole aprire una posizione sul perpetual di BTC e oggi il prezzo è di $70.000, si può inserire un ordine limite in acquisto a $65.000, così che se il prezzo scende fino a quel target l’operazione entra effettivamente a mercato.

Un’altra cosa importantissima da decidere quando si opera con i perpetual è selezionare la leva dell’operazione.

Alcuni exchange offrono la possibilità di utilizzare leve anche fino a x50, ma vi sconsigliamo assolutamente di utilizzare leve così alte in quanto, e questo è il rischio maggiore, alte leve significa alta possibilità di essere liquidati, argomento che però approfondiamo più tardi.

Ovviamente poi bisogna decidere se aprire una posizione long, ovvero che guadagnerà se il prezzo dell’asset salirà, oppure una posizione short, che avrà un profitto inverso alla long.

I perpetual decentralizzati

Ad oggi, i volumi di scambio sui perp decentralizzati rappresentano meno dell’1% rispetto a quelli raccolti nel mondo centralizzato, con un open interest, ovvero la somma dei valori delle posizioni aperte, che fatica a raggiungere i 600 milioni su base giornaliera.

Come si vede da questo grafico, GMX e la dApp leader nel mondo dei perpetual decentralizzati e da sola raccoglie oltre il 50% dei volumi e dell’open interest totale di tutte le dApp di questo settore.

Vediamo però anche che recentemente un’altra dApp sta accumulando quote di mercato importanti, ovvero Vertex in quanto questa riesce a chiedere commissioni estremamente basse ai trader.

Seguono poi altre dApp secondarie come ApolloX, Gains Network e Mux.

Il rischio della leva

I perpetual sono utilizzati soprattutto dai trader per speculare sui movimenti di prezzo dei vari sottostanti e spesso e volentieri utilizzando anche leve molto alte.

Come dicevamo prima però, la leva è il rischio maggiore nell’operare con i perpetual, in quanto se il prezzo va al contrario di quello che si pensava si rischia la liquidazione, ovvero la perdita di tutto il collaterale.

Facciamo ancora una volta un esempio pratico.

Se si deposita un collaterale di 100 USDC e si apre una posizione long a leva x5 sulla coppia USD/BTC, si avrà un’esposizione al prezzo come se si possedessero 500 dollari di controvalore in BTC.

Se il prezzo sale, la nostra posizione sarà in profitto, ma se invece il prezzo scende, andremo incontro alla liquidazione.

Precisamente parlando, avendo una posizione a leva x5, la liquidazione di tutto il controvalore fornito arriverà se il prezzo dell’asset, in questo caso BTC, perde il 20% dal momento in cui si è aperta la posizione. Se la leva era x10, allora basta una perdita del 10% per essere liquidati e così via.

Se dunque non si è trader professionisti, è altamente sconsigliato l’uso della leva, soprattutto se alta.

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