Cosa sono le Stablecoin e quanti tipi ne esistono

Le stablecoin offrono un'ottima soluzione all'enorme volatilità che caratterizza molti asset crypto.

Introduzione

In questo articolo approfondiamo un argomento tanto interessante quanto spesso snobbato.

Se parliamo di stablecoin infatti spesso la reazione è: “ah vabbè! volatilità zero, perché per natura sono peggate a FIAT currency o a commodities, quindi tranquillità massima e siamo a posto”.

La realtà è in parte questa, ma anche differente, ed è bene conoscerla per evitare situazioni molto spiacevoli e perdite consistenti come quelle causate per esempio dell’ecosistema Terra/Luna e la loro stablecoin UST, ora rinominata USTC.

Giusto per avere un riferimento, le stablecoin a inizio 2021 avevano un controvalore di circa 30 miliardi di dollari, mentre ora, ad inizio 2024 siamo a circa 134 miliardi di dollari.

Dunque, una crescita impressionante, sia in termini percentuali, sia in termini di valore assoluto.

Uno degli errori più grandi che si possono fare è non sapere che esistono differenti modelli di creazione di stablecoin e non sapere che alcune sono più affidabili di altre.

In che senso diversi modelli? Non abbiamo detto poco fa che sono tutte legate al dollaro, ovvero che mantengono tutte un valore vicino a 1$?

Sì, sono (quasi) tutte ancora ancorate al dollaro o a commodities, ma il punto è come riescono a raggiungere questo obiettivo!

In questo contenuto vediamo come prima cosa quali sono i meccanismi di creazione delle stablecoin, i vantaggi, gli svantaggi e infine approfondiremo alcune fra le stable più utilizzate e che ogni giorno vedete all’interno di exchange, app DeFi e app CeFi.

Come si crea una stablecoin – primo metodo

Il primo metodo che è stato usato storicamente per creare una stablecoin è piuttosto semplice. Si prende un dollaro reale di carta (emesso dalla banca centrale americana) e si mette in un conto.

Al posto di quel dollaro si crea un token di eguale valore, quindi si toglie dall’economia classica e si tokenizza e se ne crea una versione digitale su blockchain.

Bene, fate questo per tutti i dollari che volete tokenizzare e il gioco è fatto.

Ora, tutto questo non viene certo fatto dal tesoro americano (almeno per ora, in futuro chi lo sa!), ma viene fatto da una società privata. Quindi, semplicemente, è un privato che blinda milioni e miliardi di dollari al fine di creare lo stesso ammontare di stablecoin.

Ovviamente, e questo è un ragionamento che vale per tutte le stablecoin, viene eseguito questo processo perché il token che rappresenta 1$ all’interno della blockchain deve effettivamente avere un valore alle spalle che ne garantisca appunto il suo valore.

Come si crea una stablecoin – secondo metodo

Il secondo metodo è sostanzialmente identico al primo, ma non viene fatto con i dollari. Viene fatto con materie prime, con commodities.

Quindi, invece di bloccare un dollaro, si blocca un grammo d’oro e si crea un token che ne replica esattamente il valore.

In questo caso attenzione, la stable è riferita al valore dell’asset bloccato, quindi quel token vale sempre quanto vale un grammo d’oro.

Se l’oro si apprezza o si deprezza, la stessa cosa farà anche il relativo token.

Anche in questo caso è sempre un privato che acquista oro, lo blocca e crea asset.

Come si crea una stablecoin – terzo metodo

Nei primi due metodi abbiamo visto che l’asset virtuale viene creato sulla base di asset fisici.

Questa terza modalità si chiama collateralizzazione e capiamo la differenza con le prime due.

Nel primo caso ho collateralizzato dollari, nel secondo caso ho collateralizzato oro o altre commodities.

Nel terzo metodo invece metto a collaterale degli asset crypto: l’idea è di sovra-collateralizzare cryptovalute, creando nello stesso momento stablecoin.

Ma così spiegato capisco che possa essere poco chiaro.

Facciamo un esempio concreto:

Facciamo finta di avere 1 BTC e che in questo momento 1 BTC valga 50.000 dollari.

Decidiamo di bloccarlo all’interno di un wallet come collaterale a garanzia di un prestito di 50 mila dollari in stablecoin.

Attenzione, non ho fatto uno scambio, non ho perso il mio bitcoin. 

È come se l’avessi messo in pegno per prendere un equivalente valore di una stablecoin.

Quando voglio riavere il mio bitcoin riporto indietro i 50.000 dollari e riprendo il BTC.

Tutto bello, se non fosse che BTC cambia di valore molto rapidamente come sappiamo.

Per cui, se BTC domani accrescesse il proprio valore andando a valere 70 mila dollari non sarebbe un problema: valeva 50 mila dollari, avevo preso in prestito 50 mila dollari e ora quel BTC vale 70 mila dollari; per cui tutto quello che avevo preso in prestito resterà coperto dal controvalore di BTC.

Ma se al contrario succede che BTC si deprezza e scende anche appena sotto i 50.000 dollari, significa che ho preso un prestito da 50.000 collateralizzato che in questo momento non è più garantito da quel controvalore che avevo lasciato a garanzia (1 BTC). 

Se dovesse succedere che il valore di collateralizzazione è al di sotto del valore in prestito, allora si perde il collaterale (o parte). 

Dunque se il controvalore del bitcoin va sotto rispetto a quanto ho preso in prestito, io mi tengo quanto ho preso in prestito però perdo il mio bitcoin.

Bene, ora che il meccanismo è chiaro, introduciamo un parametro aggiuntivo.

Il valore che può essere preso a prestito non può mai essere uguale al valore del collaterale. Quindi, se deposito 1 BTC che vale 50 mila dollari, non posso prendere 50 mila dollari in stablecoin!

Ogni sistema decide il proprio tasso di collateralizzazione. Solitamente il minimo di collateralizzazione è fra il 130% e il 150% ed è per questo che si dice sovra-collateralizzazione.

Dunque, se prendiamo come esempio il 150%, per avere una cifra in stablecoin devo mettere in collateralizzazione almeno il 50% in più.

Se voglio avere 50 mila dollari devo mettere crypto per un controvalore di almeno 75 mila euro.

Ma non solo!

Devo stare attento che la collateralizzazione non scenda mai sotto quel valore, dunque per stare ancora più sul sicuro starò su valori del 200/300%.

Quindi per avere i famosi 50 mila dollari in stablecoin inserisco minimo 75 mila dollari, ma per essere sicuro e non rischiare la liquidazione, ne metto anche 100 mila.

Chiaramente tutto questo discorso vale anche per 100 dollari, non importa andare su cifre così alte.

Quali sono i vantaggi delle stablecoin

Bene ora che sappiamo quali sono le tecniche più utilizzate per emettere delle stablecoin, cerchiamo di capire quali siano i vantaggi nell’utilizzo di queste monete stabili.

I vantaggi delle stablecoin, i motivi per cui l’utilizzo è aumentato così tanto, sono principalmente questi:

  • Sono facilmente trasferibili in tutto il mondo, senza limiti di frontiera o di dogana.
  • Aiutano ad avere un portafoglio più stabile.
  • Non necessitano di intermediari e si scambiano istantaneamente.
  • Le transazioni sono trasparenti, poiché tutto quello che succede è pubblico.

Quali sono le migliori Stablecoin nel mondo Crypto, collaterale dollaro

USDT – TETHER

A questo punto, andiamo a vedere nella pratica quali sono le migliori stablecoin che esistono in questo momento, sia per utilizzo sia per lo storico che hanno verificato nel corso del tempo.

Ovviamente non possiamo che iniziare citando USDT, la stablecoin emessa da Tether:

Questa è la stablecoin più capitalizzata dell’intero mondo crypto, con una capitalizzazione di oltre 90 miliardi di dollari

Seppur non sia totalmente trasparente riguardo alle riserve a garanzia, fino ad oggi non ha mai dimostrato problemi nel mantenere il valore di 1$.

USDC – CIRCLE

USDC è la stablecoin emessa da Circle, un’azienda legata all’exchange Coinbase, uno dei più grandi al mondo e l’unico quotato in borsa.

USDC ad oggi ha una capitalizzazione di mercato di 24 miliardi ed è la seconda stablecoin più capitalizzata.

Questa ha cresciuto la sua quota di mercato nel corso del tempo grazie alla sua integrazione nel mondo DeFi, dove ha un utilizzo probabilmente anche maggiore rispetto a quella di Tether.

Quali sono le migliori stablecoin nel mondo Crypto, collaterale Crypto

DAI – MAKER DAO

Passando al mondo delle stablecoin con collaterale Crypto, l’organizzazione decentralizzata più imponente e funzionante qua è MakerDAO.

MakerDAO emette una stablecoin, peggata al dollaro, che si chiama DAI.

DAI viene creata con una sovra-collateralizzazione minima del 150% rispetto al collaterale crypto fornito.

Dunque per avere 100 DAI dovresti mettere crypto che valgano almeno 150 dollari e se il valore scendesse la tua posizione verrebbe liquidata; quindi, solitamente, si consiglia di mettere almeno 200 o 300 dollari come valore del collaterale.

Qual’è la Stablecoin più sicura?

Affrontiamo a questo punto un’annosa questione: quale è la stablecoin più sicura?

È difficile nominare una stablecoin più sicura di altre perché ognuna si può usare in un determinato contesto e a determinati benefici.

Se si parla di capitalizzazione e non si ha nulla da nascondere sicuramente le soluzioni come USDC e USDT sono fra le più consigliate.

USDC nel corso della sua vita ha anche dovuto affrontare una crisi molto importate, nel marzo del 2023, che ha visto mettere in difficoltà il suo valore di 1$. Nonostante ciò è riuscita a cavarsela, il che aumenta la fiducia che si può avere verso questa soluzione.

Ho precisato “non si ha nulla da nascondere” in quanto queste rimangono stablecoin centralizzate, dunque Tether e Circle possono bloccare quando vogliono i fondi se lo ritengono necessario.

Soluzioni come Maker e quindi DAI sono sicuramente più trasparenti, in quanto il collaterale è verificabile on-chain in ogni secondo. Allo stesso modo però momenti di forte volatilità, soprattutto a ribasso, potrebbero mettere in crisi il collaterale a garanzia e quindi il suo valore di 1$.

Conclusioni

Per un ecosistema stabile nel tempo c’è necessità di soluzioni appunto stabili come le stablecoin. Al momento questa battaglia la stanno vincendo le soluzioni centralizzate che utilizzano un controvalore bloccato in dollari, ma è possibile che con lo sviluppo della DeFi si possa arrivare a soluzioni decentralizzate che riescano a concorrere con quelle sopra citate.

DAI al momento è la prima della stablecoin decentralizzate con collaterale in crypto, ma si stanno sviluppando altre soluzioni molto interessanti come mkUSD o FRAX.

Questo contenuto è frutto del lavoro di persone che amano il mondo Crypto. Seguici sui nostri canali!
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