Cosa significa centralizzazione e decentralizzazione

Il mondo Crypto vive una continua tensione fra mondo decentralizzato (per cui nasce) e mondo centralizzato (che è più fruibile).

Introduzione

Nel mondo Crypto esiste una costante tensione fra il mondo centralizzato e il mondo decentralizzato. Per spiegarla e per far capire di cosa si tratta in questo articolo faremo spesso ricorso ad esempi.

In realtà fra il mondo centralizzato e quello decentralizzato non c’è una linea netta di demarcazione; si tratta più di una sfumatura continua che porta dall’uno all’altro.

Possiamo immaginarlo come un cursore che può scorrere a destra e a sinistra. Da un lato abbiamo bitcoin, massimo simbolo di decentralizzazione, e dall’altra parte abbiamo un ipotetico governo autoritario, nel quale il potere è accentrato in pochissimi soggetti o addirittura nelle mani di una sola persona.

Un paio di definizioni

Prima di procedere è meglio dare una definizione precisa ad un paio di termini che ritroveremo spesso da qui in poi.

Spesso parleremo di Finanza Centralizzata, che si abbrevia in CeFi. Specularmente quando parleremo di Finanza Decentralizzata, che si abbrevia in DeFi.

Questi due acronimi ci permetteranno di risparmiare chilometri di testo da qui in poi: DeFi e CeFi.

Come mai è nata la centralizzazione nel mondo Crypto

Il mondo Crypto nasce in maniera decentralizzata, o per meglio dire, non come se fosse un caso, ma è stato creato proprio per questo! Cioè per fare in modo che sia possibile inviare valore peer-to-peer, esattamente come si invia un file da computer a computer (ne abbiamo parlato qui).

La centralizzazione è arrivata quando si è visto che molti utenti erano in enorme difficoltà a partecipare al mondo Crypto senza un facilitatore. Cerchiamo di capire meglio il perchè.

Oggi quando un utente vuole comprare un bitcoin, può inviare i propri Euro con un bonifico o con la carta verso una piattaforma, chiamata Exchange (come Crypto.com o come Bybit), e questa permette di scambiarli con BTC.

Se non ci fosse una piattaforma, non potrebbe esistere questo tipo di servizio. Infatti l’unico modo per ottenere BTC è minarli, ossia far girare un programma sul computer che aiuti la rete Bitcoin a calcolare i nuovi blocchi della Blockchain, ricevendo in cambio un compenso in BTC in proporzione a quanta potenza di calcolo è stata fornita alla rete.

Capite bene che per la maggior parte degli utenti sarebbe assurdo dover comprare un computer dedicato solo per fare mining! Probabilmente risulterebbe assurdo anche solo capire come funziona questo meccanismo.

Davanti a un’esigenza, come sempre, si presenta qualcuno che ha una buona soluzione e infatti, come abbiamo visto poco fa, da questa richiesta di mercato sono nati gli Exchange centralizzati.

Gli Exchange sono aziende centralizzate, esattamente come le banche. Al loro interno scambiano valuta FIAT in Cryptovalute e viceversa.

Quando siete indecisi se un servizio è centralizzato o decentralizzato, come prova del nove basta vedere se accetta monete FIAT (se non sai cosa sono le FIAT currency, leggi qui). Se le accetta, allora è centralizzato.

La centralizzazione, nonostante sia profondamente in contrasto con l’idea di decentralizzazione ideata dal mondo Crypto, è paradossalmente proprio il motore che la promuove.

Quali sono le differenze fra la centralizzazione e la decentralizzazione

Per capire a fondo quali siano le differenze che spostano il nostro cursore verso sinistra o verso destra, dobbiamo approfondire alcuni aspetti. La somma dei vari aspetti ci permette di valutare il grado di decentramento o accentramento di ogni singola applicazione o progetto.

Analizziamo dunque questi aspetti:

  • Sicurezza
  • Facilità d’uso
  • Libertà

Sicurezza

La sicurezza è il grado di protezione che vogliamo avere per detenere le cryptovalute.

In un mondo centralizzato, come gli exchange, le cryptovalute e le chiavi di accesso al wallet non sono detenute direttamente dall’utente (spostiamo il cursore un po’ verso la centralizzazione) e questa situazione viene spesso raccontata con la frase “not your keys not your crypto”, ovvero se non hai le chiavi private, in realtà non possiedi le tue crypto.

Quando vengono depositati dei BTC su Crypto.com in realtà la piattaforma detiene i BTC di tutti gli utenti nel suo portafoglio.

Per cui se:

  • Io ho 10 BTC
  • Un altro utente ha 400 BTC
  • Un altro 220 BTC

In realtà Crypto.com ha un unico wallet, un unico grande calderone, in cui ci sono dentro 630 BTC (10+400+220); separatamente Crypto.com ha un suo registro interno e sa come sono divisi quei 630. Questa modalità è esattamente identica a una banca, né più né meno.

L’enorme accentramento di valore fa sì che le piattaforme spendano moltissimi soldi per la sicurezza dei loro mega-wallet. Chiaramente visto l’enorme capitale in gioco possono permettersi misure e sistemi di sicurezza a dir poco inimmaginabili per noi comuni mortali.

Quando vengono detenute cryptovalute all’interno di wallet personali (come Ledger o Metamask) bisogna stare estremamente attenti a detenere la seed phrase con la massima cura possibile.

Un exchange centralizzato può permettersi di spendere milioni per la sicurezza dei suoi wallet e può inserire misure di sicurezza molto avanzate. Su Binance, per esempio, in questo momento per fare un prelievo viene richiesto chiede codice su mail + codice sms + 2FA; con un wallet privato dobbiamo arrangiarci con molto meno!

È per questo che spesso l’utente medio preferisce delegare la sicurezza a un ente centralizzato, perché in questo modo può permettersi alti standard di sicurezza a costi molto contenuti.

Sul fronte sicurezza possiamo dire che la soluzione centralizzata è più sicura e dà maggiori garanzie.

Facilità d’uso

La capacità di accentrare molto denaro ha permesso alle piattaforme centralizzate di avere i fondi necessari per creare anche user experience piuttosto avanzate.

Effettivamente navigare su alcuni exchange di crypto e poco dopo su alcune piattaforme di banche tradizionali fa quasi accapponare la pelle: c’è una differenza abissale!

La facilità d’uso crea nell’utente una sensazione familiare, che porta in tanti casi a sentirsi effettivamente accolti e coccolati dalla piattaforma, tanto da esser disposti a investire di più e con più tranquillità.

L’esperienza di chi tiene le cryptovalute in maniera autonoma spesso non è altrettanto idilliaca, infatti le interfacce disponibili sono grossolane e in generale prevedono un’interazione più macchinosa e il rischio di perdere soldi e l’ansia che questo crea sono, ahimè, spesso una costante.

Sul fronte facilità d’uso possiamo dire che la soluzione centralizzata è ancora la migliore.

Libertà

Se andiamo avanti di questo passo è facile arrivare a pensare che la centralizzazione sia effettivamente la miglior soluzione, ma proprio qui arriviamo al punto di svolta!

Infatti non dobbiamo mai scordare l’obiettivo primario per cui è stato pensato il mondo Crypto: permettere scambi di valore peer-to-peer senza nessun intermediario.

Poter scambiare valore senza alcun limite, che sia fisico o tecnico o di altro tipo, è la vera forza trainante di tutto questo mondo.

Il mondo Crypto è nato decentralizzato per garantire la libertà a ogni utente. È vero quindi che in alcune circostanze bisogna faticare un po’ di più per avere i servizi che vengono offerti facilmente su CeFi, ma la libertà di poter possedere, gestire e muovere i propri capitali vale una grossa spinta del cursore verso la decentralizzazione.

Come sempre accade è difficile rendersi conto del grado di libertà in cui si vive finché la libertà non viene negata. Per questo, in tempi non sospetti, siamo portati a pensare che la sicurezza e la facilità d’uso possa prevalere sulla libertà di utilizzo. Poi da un giorno all’altro vengono fuori della situazioni inimmaginabili che fanno riconsiderare globalmente l’approccio:

  • Guerra in Ucraina: in Ucraina le persone hanno potuto ritirare piccolissime quantità di denaro dalla banca. In Russia il rublo è caduto a picco e agli ATM erano terminati i contanti ritirabili.
  • Proteste in Canada: vari account su exchange son stati congelati.
  • Svalutazione lira libanese: a causa di politiche monetarie poco lungimiranti i libanesi si son trovati con della valuta che vale poco o nulla.

Ecco perché per la libertà e il possesso dei propri valori bisogna mettere in discussione comodità e sicurezza.

Quindi, meglio CeFi o DeFi?

Dopo aver analizzato questi tre importanti elementi – Sicurezza, Facilità d’uso e Libertà – capisco che si possa rimanere interdetti…Quindi? Cosa è meglio?

La cosa migliore è vivere in mezzo fra questi due mondi e cercare di trovare equilibrio fra DeFi e CeFi.

Ribadisco un concetto: i migliori progetti che io conosca sono in DeFi, ma per accedere a questi progetti bisogna passare quasi forzatamente dalla CeFi.

In alcuni casi l’approccio della CeFi è più che necessario, pensiamo per esempio a:

  • Il marketing di Crypto.com, che sta avvicinando tantissime persone a questo mondo.
  • Le possibilità date da YouHodler o Nexo per investire in crypto.
  • Gli enormi volumi di Binance e Coinbase e la loro capacità di trattare con il legislatore.
  • Le blockchain create da alcuni player che non sono decentralizzate quanto Bitcoin eppure funzionano molto bene e stanno diventando sempre più necessarie (per approfondire leggere Trilemma della Blockchain).

Siamo in una fase intermedia, in cui non si può vivere solo di DeFi e al contempo non si può vivere solo di CeFi.

Questo contenuto è frutto del lavoro di persone che amano il mondo Crypto. Seguici sui nostri canali!
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