Comprendere la Tokenomics e l’Inflazione delle Crypto

Un approfondimento alla scoperta di uno dei fondamentali dell’analisi crypto: la tokenomics e l’inflazione di una moneta.

Contenuti dell'articolo

Cosa vuol dire Tokenomics

Quando si vuole studiare un nuovo progetto crypto, una delle prime cose da fare è sicuramente analizzare la tokenomics della sua moneta o token.

Partendo subito con un esempio pratico, la tokenomics di Bitcoin prevede che verranno create solamente 21 milioni di monete nel corso di tutta la sua esistenza e che l’inflazione della coin venga dimezzata ogni quattro anni, ovvero quando avviene il famoso halving. Questa è una tokenomics molto semplice ma estremamente efficace che ha poi ispirato molti altri progetti negli anni a seguire.

Potremmo dunque definire la tokenomics come quella formula che un determinato progetto decide di adottare riguardo alla creazione o anche alla riduzione della sua moneta o se vogliamo definirla in maniera più tecnica, possiamo anche dire che questa è il centro nevralgico delle politiche monetarie di un determinato progetto.

Il concetto di tokenomics si lega dunque in maniera indissolubile con metriche finanziarie quali inflazione o deflazione e nel corso di questo approfondimento esamineremo entrambi i casi.

Diversi esempi di tokenomics

Ogni progetto crypto che si rispetti all’interno dei suoi documenti ufficiali (chiamati docs) avrà presente la sezione “tokenomics” o comunque una sezione che espone la politica monetaria della sua criptovaluta principale.

Nelle foto che seguono, vedete l’esempio dei documenti di PancakeSwap e il suo token Cake, e prendiamo questo esempio come primo caso di studio.

Una tokenomics inflattiva

Inizialmente, il team di PancakeSwap aveva deciso di implementare una tokenomics molto inflattiva, che prevedeva la creazione di 40 CAKE ad ogni blocco della blockchain di riferimento. Questo però portava a una continua offerta di vendita per il token, che dunque ha vissuto momenti di pesante ribasso con il prezzo che ha toccato minimi anche del -95% rispetto ai massimi.

Ora però il team e la DAO hanno deciso di abbassare drasticamente l’inflazione di Cake, implementando vari sistemi di burn del token che portano Cake ad essere, ad oggi, un token quasi neutro nella sua inflazione.

Tendenzialmente le tokenomics molto inflazionistiche sono scelte nei primi mesi o anni di vita di un progetto, questo perché aiutano la dispersione di monete e permettono al team a finanziarsi nelle prime fasi di lancio, dove i costi sono spesso maggiori rispetto ai ricavi.

ETH e la sua tokenomics deflattiva

Se dobbiamo analizzare una tokenomics quasi completamente deflattiva, allora non c’è un esempio migliore di quella di ETH.

Il merge di Ethereum, oltre a cambiare l’algoritmo di validazione dei blocchi da PoW a PoS, ha cambiato anche in maniera sostanziale la politica monetaria di questo ecosistema.

Nello specifico, il merge ha portato a una sostanziale riduzione di nuovi ETH creati, che, integrata con la funzione di burn che brucia una parte del gas utilizzato per le transazioni, rende ETH spesso e volentieri una moneta deflattiva.

Nello specifico, negli ultimi 30 giorni, la moneta ETH ha registrato una deflazione annuale del -0,59%, con 58,612 ETH che sono stati tolti dal mercato e bruciati per sempre.

Ovviamente non vi è una soluzione definitiva migliore rispetto alle altre, ma una situazione deflattiva come quella di ETH è un parametro che sul lungo termine può aiutare a sostenere quotazioni dell’asset più alte rispetto a situazioni dove l’inflazione della moneta è estremamente alta, dato che l’offerta in fase di vendita è minore.

Conclusione

La tokenomics e l’inflazione giocano ruoli cruciali nella crescita e nello sviluppo di un progetto dato che questi parametri determinano non solo il valore e la distribuzione della moneta del progetto, ma influenzano anche profondamente l’interesse che gli investitori porranno verso quella dApp.

Da un lato, abbiamo progetti con una strategia inflazionistica, spesso utilizzata nelle fasi iniziali per promuovere la dispersione e l’adozione della moneta. Dall’altro, esistono criptovalute con approcci deflattivi, mirati a preservare o aumentare il valore nel tempo.

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